Tuesday 22 october 2013 2 22 /10 /Ott /2013 10:52

http://www.rinascita.eu/mktumb640a.php?image=1310383274.jpgScusate, avevamo scherzato. Democratici e repubblicani, come era abbondantemente previsto, hanno trovato in extremis l’accordo al Senato e alla Camera dei Rappresentanti per varare la Legge di Bilancio che permetterà di alzare legalmente il detto del debito pubblico ed evitare che l’amministrazione pubblica si trovasse nell’incapacità di pagare gli stipendi dei dipendenti. Una realtà che si era già concretizzata con il blocco di molti servizi pubblici“non vitali” e con il conseguente blocco di musei e parchi naturali.

Con il Senato a maggioranza democratica, pronto a votare la legge, e la Camera dei Rappresentanti, a maggioranza repubblicana, che si rifiutava di farlo, il rischio concreto era che oggi, 17 ottobre, l’amministrazione federale fosse obbligata a dichiarare bancarotta. I repubblicani avevano condizionato il loro sì all’ulteriore slittamento dell’entrata in vigore della riforma sanitaria. Ma Barack Obama aveva rifiutato invitandoli a pensare all’interesse nazionale. Si tratta di una riforma che assicura l’assistenza sanitaria a 35-40 milioni di cittadini che ne erano privi e che veniva osteggiata dai repubblicani in quanto, a loro avviso, introduceva pericolosi elementi di socialismo e di statalismo nella patria del self made man. Ma non si tratta solo di una questione ideologica. Dal punto di vista finanziario, la legge crea infatti 35-40 milioni di nuovi clienti che dovranno sottoscrivere una polizza sanitaria con le società di assicurazione. Una polizza a tariffa agevolata con i repubblicani a sottolineare che le società in questione ci rimetteranno. In realtà non è proprio così, perché per la legge delle probabilità la maggioranza dei clienti non si ammalerà, ad esempio talune patologie tipiche delle persone anziane non sono comprese, e alla fine le società assicuratrici ne trarranno lauti profitti. Il solito gioco delle parti tra democratici e repubblicani che non può nascondere il fatto che entrambi i partiti sono legati a filo doppio a Wall Street. In ogni caso, la legge di bilancio approvata oggi permetterà all’amministrazione federale di respirare fino al prossimo 15 gennaio 2014 e di rimandare il pericolo di bancarotta fino al 7 febbraio. Poi, si ricomincerà daccapo. Le precedenti proroghe, con l’innalzamento del tetto legale del debito si sono avute nel’agosto 2013 e nel luglio scorso. Il debito pubblico è oggi sui 16.700 miliardi di dollari, ben oltre il 105% del Prodotto interno lordo. E continua ad aumentare. L’effetto di una filosofia di vita di un Paese, gli Usa, che continua a vivere al di sopra delle proprie possibilità, con banche, cittadini ed imprese perennemente indebitati e senza alcuna voglia di smettere di esserlo. - See more at: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=22525#sthash.iGjjSEt7.dpuf

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