Thursday 7 february 2013 4 07 /02 /Feb /2013 08:21

http://m.ruvr.ru/data/2013/02/06/1337588380/4highres_00000400894470.jpgInizia a Bruxelles il vertice di due giorni che discutera’ il bilancio dell’Unione Europea per gli anni 2014-2020. Il raggiungimento del consenso su questo tema pare piuttosto problematico.

Per di piu’ anche i dipendenti delle strutture dirigenti dell’Unione Europea, 46 mila persone, hanno deciso di indire uno sciopero per protestare contro l’eventuale riduzione dei loro stipendi.

I mass media hanno dedicato allo sciopero un ampio spazio, tanto che sono diventati di pubblico dominio alcuni particolari piuttosto curiosi. Si e’ saputo ad esempio che piu’ di 4000 funzionari di alto e medio livello, che lavorano a Bruxelles, prendono piu’ del premier britannico David Cameron o della cancelliera tedesca Angela Merkel, ciasuno dei quali guadagna piu’ di 16 mila euro al mese. I funzionari di Bruxelles godono inoltre di numerosi bonus e benefici.

La Commissione europea dice che le spese per gli apparati non sono troppo elevate: non superano il 6% del bilancio comunitario. Tuttavia i politici – per non parlare poi dell’opinione pubblica – mettono in risalto gli aspetti morali del problema. I funzionari UE chiedono austerita’ ai cittadini della Grecia e della Spagna, ma loro stessi non vogliono rinunciare neanche a un centesimo del loro guadagno. Ancora piu’ accuto e’ il problema degli sprechi legati al finanziamento dei vari progetti. Alla fine dell’anno scorso, per esempio, la Corte dei Conti Europea ha denunciato lo spreco di 5 miliardi di euro. Tra i progetti inutili la stampa cita la costruzione del porto in Sicilia che non serve a nessuno e della pista da sci in Danimarca. Lo stesso riguarda anche il progetto che prevede il trasferimento delle sedi del Parlamento Europeo, attualmente dislocate in tre citta’ diverse.
Tutto cio’ serve a rendere ancora piu’ accesa la discussione sul bilancio. I principali donatori, e cioe’ Germania e Francia, vogliono che vengano ridotte le spese (la Commissione europea ha chiesto 1 trilione di euro). Al tempo stesso Parigi vuole mantenere le sovvenzioni all’agricoltura che riceve attualmente, mentre Londra non intende rinunciare ai benefici di cui gode perche’ non riceve sovvenzioni. La posizione della Germania resta invariata: la distribuzione delle risorse deve essere mirata, affiche’ il bilancio sia veramente un “programma di crescita”. Eppure l’esperto russo Nikolaj Kaveshnikov dice che non conviene drammatizzare la situazione.

Le divergenze che riguardano il bilancio pluriennale sono abbastanza aspre. Cio’ dimostra che le tensioni stanno crescendo, ma non e’ nulla di straordinario. E’ una situazione di lavoro. Credo percio’ che alla fine il compromesso sara’ trovato. Tuttavia, essendo appunto un compromesso, le decisioni non potranno essere molto efficienti. Il processo sara’ lungo e non conviene drammatizzare la situazione.

Per quanto riguarda gli stipendi dei funzionari, non possono essere il vero pomo della discordia. La cosa piu’ importante e’ che si rinunci alla tradizione di “non badare alle spese”.

Autore: Oleg Severghin

Fonte: http://italian.ruvr.ru/2013_02_06/Domani-a-Bruxelles-il-vertice-UE/

Di borsaforextradingfinanza - Pubblicato in : ATTUALITA' POLITICA
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 Giancarlo Marcotti si laurea in Scienze Statistiche ed Economiche all'Università di Padova discutendo una tesi in Econometria

 

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